il mio esprimermi è racchiuso
urla e delirio ne imprigionano le sorti
Bestemmie e preghiere
di una fragilità vitrea
nel costato si conficcano
come i più infami tra i torti
E il mio pianto di cenere
in cenere tutto attorno a me muta.
Un universo gracile
sulla mia faccia consunta,
illazioni vestite d'assoluti
con saccenza contro sputa.
Eccomi, sono qui!
feto di piombo,
la leggiadria greve
di un non ritorno.
Nessun commento:
Posta un commento