A un passo dalla morte,
così calda,
l'asceta s'accorse dell'errore.
L'errore d'aver trattato
la sua esistenza come puttana
ed il suo delirio come religione.
Conobbe così il pentimento dei bastardi,
figli di nessuno o
di una idiozia senza fine.
Il suo pensiero blasfemo
a traviarlo con la beffarda purezza
del rimpianto.
E comprese che dei non esistevano
se non nel verbo
effimero come il suo ultimo respiro.
Mentre il suo sguardo si spegneva,
a quel punto la veglia,
a quel punto comprese.
Lo stolto è l'autentico genio.
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