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| Antonio Discovolo, Mareggiata, 1935 |
e flutti neri
infrangendosi su rocce appuntite.
Le spiagge divorate da onde
di cristallina ingordigia.
Sempre lo stesso,
ogni notte
violenta il mio sonno.
Dove sono,
Quale il luogo
dove abita la mia ansia?
Eppure lo riconosco,
lo vedo nitido davanti ai miei occhi
ed è terrore quello che provo
avvicinandomi.
Quale il luogo
dove succube divengo
delle mie più occulte paure?
Eppure lo riconosco
non temendolo
quanto temo il risveglio
e il suo ricordo intenso
come acque oscure,
su di me incombe.

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