Torbida inquietudine,
come una seconda pelle
la certezza
di essere nient'altro che niente.
Anno dopo anno,
sfregando sotto gelida acqua
fino quasi a sanguinare
La pena non lava via la pena
e stanca,
anima alla deriva
m'accascio,
sguardo sollevato
in muta preghiera.
a cessare
di essere nient'altro che niente.
Apnea purificatrice,
la catarsi è nel fondo
e dalla tenebra la luce,morte che è nascita,
niente che diventa entità,
Io che divento ogni cosa.
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